Il rilancio della Panarotta, l'esperto nella serata da sold out in Valsugana: ''Una montagna meno sci-centrica è possibile ma servono analisi e coraggio''
Grandissima partecipazione al convegno sulla Panarotta con Matteo Bonazza, evento organizzato da Michele Dallapiccola con Paola Demagri. A partecipare anche imprenditori e amministratori. "Non ci sono ricette magiche, c’è piuttosto una responsabilità collettiva che pesa sulle nostre spalle"

PERGINE VALSUGANA. Amore, rischi e opportunità della Panarotta. Questi i temi affrontati a grandi linee nella serata "sold out" organizzata a Pergine Valsugana. Un appuntamento con Matteo Bonazza, esperto di marketing del turismo e direttore di Progetto Turismo, il quale ha offerto un’analisi puntuale della situazione attuale e delle possibili traiettorie per il rilancio.
Promotori della serata di lunedì 20 febbraio alcuni appassionati della frequentazione della montagna valsuganotta raccolti intorno alle nuove iniziative delle imprese locali che si sono attivate in quest’ultimo periodo, come l'appuntamento di scialpinismo molto partecipato organizzato da Ferrari Sport con il bis sulle ciaspole in agenda per mercoledì 22 febbraio.

"Siamo felici di questo incontro, nato da un’idea dei cittadini, da tutti voi che condividete la passione per la Panarotta", le parole di Demagri. "Purtroppo questo inverno abbiamo assistito alla chiusura degli impianti e quindi sorge spontanea la domanda: come rilanciare la Panarotta? Per questo abbiamo organizzato questo convegno: le idee migliori vengono dalle persone e dalle esperienze, soprattutto da chi questi luoghi li vive quotidianamente. Non vogliamo fare attività di partito, ma vogliamo piuttosto fare politica con voi, trovare insieme nuove idee, per poi svilupparle e portarle avanti, anche perché quando siamo in tanti poi si ottengono i migliori risultati".
Tutto esaurito all'auditorium don Milani, una platea composta da cittadini e amministratori, per la serata messa a punto da Michele Dallapiccola e Paola Demagri con Bonazza. I relatori hanno cercato di analizzare la situazione della Panarotta da più punti di vista, raccogliendo molti spunti anche da parte del pubblico.
Dal 2005 al 2014 sono stati riversati quasi 2 milioni sulla Panarotta, poi c'è stata un'operazione aggiuntiva da 700 mila euro nel 2016, oltre alla 'trasformazione' di 1 milione del prestito soci e dei crediti diversi in asset per un valore complessivo di risanamento finanziario da quasi 3 milioni. Negli anni è stato portato a conclusione anche un protocollo d'intesa per rilanciare la Panarotta, gli obiettivi del documento non sono solo stati raggiunti ma superati per un valore totale da 200 mila euro tra la realizzazione dell’opera di presa sul Rio Rigolor, il potenziamento della dorsale elettrica e l’allestimento dei pozzetti esistenti sulla pista Malga e l'acquisizione di due generatori neve ad asta Sufag.
E ancora la sostituzione della linea elettrica MT 20 mila volt, la sistemazione del piano sciabile lungo la pista “Malga – Esi” e la sistemazione con attività di retrofit del quadro elettrico generale della Seggiovia “Furet". Questi gli interventi strettamente pubblici, poi ci sono gli investimenti della società Panarotta 2002 con il parco giochi e la pista da slittino. Eppure, questa stagione è andata in bianco, complici varie situazioni tra incertezze meteo, caro energia, assenza di un bacino artificiale e mancata revisione degli impianti.
"Dobbiamo ricordarci che in Panarotta ci sono i nostri soldi, presi dalle nostre tasse", dice Dallapiccola. "In totale stiamo parlando di quasi 3 milioni di euro investiti in un progetto che in questo momento sembra essersi arenato. Oggi dobbiamo quindi chiederci che direzione prendere, tenendo bene a mente che le opportunità non mancano, anzi, ci stanno guardando, a partire dai paesaggi meravigliosi, passando anche dagli animali e dall’enogastronomia. Non ci sono ricette magiche, c’è piuttosto una responsabilità collettiva che pesa sulle nostre spalle. La responsabilità di non sprecare questa montagna stupenda e di lavorare insieme per valorizzarla al massimo”.
Protagonista dell'appuntamento è stato Bonazza, esperto di primissima fascia delle dinamiche e dello sviluppo turistico. "In generale esistono tre approcci al cambiamento: ispirazione, imitazione e disperazione. A oggi mi pare che in Panarotta si stia adottando il terzo approccio: ci si rende conto che c’è un assoluto bisogno di cambiamento e si cerca quindi una strada alternativa. Rimane però un problema: sebbene le occasioni per rilanciarsi esistano, bisogna saperle sfruttare seguendo un piano strategico coerente, non bastano le azioni tattiche. Oggi il mondo è cambiato e idee che solo cinque anni fa sembravano impraticabili, come una montagna meno sci-centrica, diventano non solo fattibili, ma spesso anche la norma. Ovviamente, prima di intraprendere qualsiasi strada, serviranno più analisi. Non si possono prendere decisioni così grandi a sentimento, serve un progetto strategico e delle scelte coraggiose, come potrebbe essere quella di sviluppare un modello che gira attorno ad attività alternative allo sci, in modo da differenziarsi rispetto alle altre località".
Agli interventi degli esperti sono seguiti quelli dei partecipanti, tra cui i sindaci di Pergine, Roberto Oss Emer, e di Tenna, Marco Nicolò Perinelli, senza dimenticare imprenditori e cittadini. Ognuno ha portato la propria visione, dando vita un'accesa conversazione sulle possibili strade per il futuro, tra chi vorrebbe tenere lo sci, affiancandogli altre attività, e chi sarebbe pronto ad abbandonarlo completamente.
Nel frattempo anche la Comunità di valle ha rotto gli indugi con un documento politico per ricercare nuove strategie di rilancio per la Panarotta. Si avvicina l'ora delle scelte per la montagna della Valsugana, una montagna spalle al muro con la politica chiamata a riflettere sul suo futuro (Qui articolo).













